«Il Movimento No Tav ed i proprietari del terreno sito in località San Giuliano di Susa, denunciano con sgomento l’usurpazione di diritti inalienabili di cittadine e cittadini». Inizia così un lungo comunicato che è stato pubblicato sulla propria pagina Facebook dal Movimento No Tav. In particolare gli attivisti della Val Susa fanno riferimento a un terreno che veniva utilizzato dai cittadini per riunirsi.
Ma nella notte appena trascorsa è accaduto qualcosa di davvero strano. Come si legge nella nota: «Prima ancora che le procedure di esproprio fossero terminate e quindi in pieno diritto di stare nella loro proprietà, a notte fonda, qualche centinaio di persone che erano presenti in loco, sono state attaccate con sproporzionata violenza e cacciate dai loro terreni a colpi di lacrimogeni. Tutta la zona è stata militarizzata ed è stata chiusa la statale per diversi giorni causando disagi fortissimi alla popolazione».
I proprietari di quel terreno però ribadiscono di non riconoscere la validità della procedura di esproprio e per questo, salvo una piccola delegazione decisa insieme, non si sono presentati ma bensì adiranno le vie legali perché ritengono che quel terreno, trasformato in fortino militare, sia ancora legittimamente in loro possesso e utilizzabile. «Tutto il Movimento No Tav sarà al loro fianco per rivendicare i loro diritti ogni giorno e ogni momento. Il Movimento riterrà Telt autrice di furto nel caso spostasse o continuasse a rovinare le strutture mobili e le suppellettili che stanno su quel terreno e respinge le pelose profferte di Telt di aiuto per il loro spostamento», si aggiunge nella nota.
